La Commissione europea non ha perso tempo e a meno di un mese dall’entrata in vigore delle norme previste dall’AI Act ha iniziato a usare i nuovi poteri di controllo. Bruxelles ha inviato richieste formali di informazioni ad alcuni degli sviluppatori dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati, chiedendo di documentare le misure adottate per proteggere i sistemi dagli attacchi informatici, limitare i rischi legati ai modelli e rispettare le norme europee sul diritto d’autore.
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AI Act: la Ue avvia i primi controlli sui colossi dell’intelligenza artificiale
La Commissione europea usa per la prima volta i poteri di vigilanza previsti dall’AI Act e chiede ai principali sviluppatori informazioni su cybersecurity, sicurezza dei modelli e copyright. Per le aziende che non rispettano le regole sono previste sanzioni fino al 3% del fatturato mondiale

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