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AI nel lavoro, come garantire la governabilità



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La bozza del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 porta l’intelligenza artificiale dentro il confronto contrattuale. Informativa preventiva, intervento umano e impatto su carichi, professionalità e valutazione diventano passaggi decisivi per evitare che l’innovazione scarichi responsabilità verso il basso

Pubblicato il 27 lug 2026

Marco Carlomagno

segretario generale FLP (Federazione Lavoratori Pubblici)

Andrea Viliotti

consulente strategico AI



Citizen Development:


«La prima scelta non è tra un sì o un no alla tecnologia, ma tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme». L’immagine consegnata dalla Magnifica Humanitas parla al tempo dell’intelligenza artificiale con una forza che non appartiene solo al linguaggio religioso. Babele è la tecnica trasformata in potere chiuso, in linguaggio unico che pretende di tradurre la persona in dato. Gerusalemme è invece il cantiere condiviso in cui la tecnologia resta dentro una comunità di responsabilità, dove chi lavora può capire, contestare e correggere. La questione, per imprese e Pubblica Amministrazione, comincia esattamente qui: non se l’AI debba entrare nel lavoro, perché è già entrata, ma quale forma di lavoro e di convivenza stia contribuendo a costruire.

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