L’intelligenza artificiale promette di aumentare la produttività, ridurre i costi e accelerare attività che finora richiedevano ore di lavoro umano. Ma la domanda che conta resta la stessa: quanta occupazione distruggerà e quanta ne creerà? Il punto è tornato al centro del dibattito con una conversazione pubblicata dal Wall Street Journal il 28 giugno 2026, in cui tre economisti del lavoro americani — David Autor del Mit, Anton Korinek dell’Università della Virginia e Martha Gimbel di Yale — arrivano a conclusioni molto diverse partendo da dati simili.
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AI e lavoro, nuovi impieghi e tagli globali: gli economisti si dividono
L’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro più in fretta delle regole che dovrebbero governarla. Un confronto fra tre economisti americani – David Autor del Mit, Anton Korinek dell’Università della Virginia e Martha Gimbel di Yale – giunge a conclusioni molto diverse partendo da dati simili

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