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Neolabs, le startup AI miliardarie senza prodotti che scommettono solo sulla ricerca



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Startup di intelligenza artificiale valutate miliardi di dollari che attraggono capitali record. I “neolabs” sono laboratori che puntano sulla ricerca di lungo periodo per sviluppare nuovi modelli di AI. Gli investitori scommettono sul prossimo OpenAI, mentre il mondo accademico si svuota di talenti

Pubblicato il 28 gen 2026



neolabs AI

Un dottorando a Stanford, Ben Spector, 25 anni, ha convinto i venture capitalist senza presentare un prodotto, un piano di ricavi o una classica pitch deck. La sua proposta era un laboratorio di ricerca, Flapping Airplanes, un nuovo approccio all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale e l’obiettivo di reclutare giovani ricercatori pronti ad affrontare i problemi più complessi dell’AI.

Il risultato? Un successo immediato tra gli investitori.


Cosa sono i “neolabs”

Flapping Airplanes appartiene a una nuova categoria di startup chiamate “neolabs”: realtà che privilegiano la ricerca di lungo periodo e lo sviluppo di nuovi modelli di AI rispetto alla creazione immediata di prodotti o profitti. L’interesse per questi laboratori è esploso mentre gli investitori cercano il prossimo OpenAI, nato come centro di ricerca prima di diventare una delle startup più preziose al mondo.


La sfida ai limiti dell’AI attuale

Molti ricercatori di primo piano ritengono che modelli come ChatGPT e Claude abbiano raggiunto un vicolo cieco e non possano arrivare a un’intelligenza pari o superiore a quella umana. I neolabs nascono proprio per superare questi limiti, anche se le grandi aziende del settore contestano questa visione.

Secondo esperti e investitori, esistono solo poche decine di neolabs, ma alcune hanno già raggiunto valutazioni nell’ordine delle decine di miliardi di dollari.


Finanziamenti record e valutazioni stellari

Flapping Airplanes ha raccolto 180 milioni di dollari a una valutazione di 1,5 miliardi. Altri esempi includono Humans&, Reflection AI, Periodic Labs e Safe Superintelligence, il laboratorio fondato da Ilya Sutskever, cofondatore di OpenAI, che ha già raccolto 3 miliardi di dollari con una valutazione di 32 miliardi.

Sutskever è stato chiaro: nessuna promessa di prodotti o ricavi, solo ricerca.


Il venture capital cambia pelle

Storicamente, la ricerca AI più ambiziosa avveniva in università o nei grandi laboratori aziendali. Oggi, invece, il capitale di rischio finanzia direttamente la ricerca. Nel 2024 le startup AI statunitensi hanno raccolto 222 miliardi di dollari, un record assoluto.

Non tutti, però, credono che questi investimenti porteranno ritorni economici. Il rischio è che molte di queste realtà producano solo miglioramenti marginali, insufficienti per emergere.


La guerra dei talenti e l’impatto sull’università

Il principale problema dei neolabs è trattenere i talenti, corteggiati dalle Big Tech con compensi superiori ai 300 milioni di dollari. Alcune defezioni eccellenti, come quelle avvenute in Thinking Machines Lab, hanno già allarmato gli investitori.

Nel frattempo, il mondo accademico si svuota. Secondo diversi professori di Stanford, il turnover non è mai stato così alto e il rischio è compromettere la formazione delle future generazioni di ricercatori.


Giovani menti per costruire l’AGI

Flapping Airplanes punta su ricercatori giovanissimi, spesso appena usciti dall’università. Tra gli advisor figurano nomi leggendari come Andrej Karpathy e Jeff Dean. Per gli investitori, l’età è un vantaggio: la prossima grande svolta scientifica potrebbe arrivare da chi ha oggi poco più di vent’anni.



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