Anthropic ha firmato un accordo da 35 miliardi di dollari con Lambda per ottenere nuova capacità di cloud computing destinata ai suoi modelli di intelligenza artificiale. La struttura finanziaria dell’operazione mette Nvidia al centro di più passaggi: il gruppo guidato da Jensen Huang è azionista di Lambda, fornirà i processori utilizzati nel data center e, secondo quanto riportato il 1° settembre 2026 dal Wall Street Journal, ha anche assunto il contratto di locazione dell’infrastruttura.
Il data center sarà costruito da Hut 8 nella contea di Nueces, in Texas. La società, nata nel settore del mining di bitcoin e poi riconvertita verso le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, sta sviluppando nell’area il campus Beacon Point, progettato per raggiungere un gigawatt di potenza elettrica disponibile.
L’accordo chiarisce fino a che punto la scarsità di potenza, data center e processori avanzati stia modificando il mercato del cloud. Anthropic, sviluppatrice della famiglia di modelli Claude, non si limita più ad acquistare capacità dai grandi operatori tradizionali. Sta costruendo una rete di fornitori che comprende Google, Amazon Web Services e diverse neocloud finanziate o sostenute dai produttori di chip.
Indice degli argomenti:
Nvidia diventa fornitore, investitore e locatario
La catena dell’accordo texano è articolata.
- Hut 8 costruisce il data center.
- Nvidia ne garantisce la disponibilità attraverso un accordo di locazione.
- Lambda acquista da Nvidia i processori che saranno installati nella struttura e rivende ad Anthropic la capacità di calcolo.
Secondo le fonti citate dal Wall Street Journal, non è stato reso noto quanto Lambda pagherà Nvidia per utilizzare il data center. Non è stato neppure chiarito se il contratto rientri nei programmi che prevedono una partecipazione di Nvidia ai ricavi generati dalle neocloud.
La struttura permette a Lambda di assicurarsi un contratto da decine di miliardi senza dover sviluppare direttamente il sito e consente ad Anthropic di ottenere capacità computazionale che sul mercato resta difficile da reperire in quantità sufficienti.
Nvidia, nello stesso tempo, sostiene la domanda dei propri processori utilizzando il proprio bilancio per facilitare gli investimenti dei clienti.
Il gruppo aveva formalizzato questo modello il 1° luglio 2026. In un documento pubblicato dalla società, Nvidia aveva annunciato un sistema di sostegno finanziario e condivisione dei ricavi destinato agli operatori di cloud specializzati nell’intelligenza artificiale.
L’obiettivo dichiarato era permettere a queste società di acquistare infrastrutture Nvidia anche quando i vincoli finanziari rendevano difficile sostenere investimenti iniziali così elevati.
Nvidia ha già impegnato 36 miliardi nel modello neocloud
La portata finanziaria dell’operazione emerge dai documenti depositati da Nvidia presso la Securities and Exchange Commission.
Nel bilancio trimestrale depositato alla fine di agosto, Nvidia ha comunicato che al 26 luglio 2026 i propri impegni nei confronti degli operatori di AI cloud ammontavano complessivamente a 36 miliardi di dollari. Gli accordi hanno generalmente una durata di sei anni.
Le neocloud acquistano le infrastrutture Nvidia, mentre Nvidia sottoscrive contratti per utilizzare una parte della capacità disponibile. Se altri clienti acquistano quella capacità a condizioni migliori, gli operatori possono destinarla a terzi e ridurre di conseguenza l’impegno del produttore di chip.
Nvidia può inoltre ottenere una quota dei ricavi generati dai clienti esterni quando vengono rispettate determinate condizioni contrattuali. La stessa società, nel documento depositato alla Sec, segnala che un cambiamento delle condizioni di mercato potrebbe avere conseguenze sui risultati finanziari.
Il meccanismo riduce il rischio iniziale sostenuto dalle neocloud, facilita gli ordini di acceleratori Nvidia e aumenta la quantità di capacità disponibile per aziende come Anthropic.
È anche il motivo per cui alcuni osservatori finanziari hanno iniziato a parlare di finanziamenti “circolari”: il produttore investe o garantisce imprese che acquistano i suoi prodotti e che, grazie a queste risorse, vendono capacità ai grandi sviluppatori di intelligenza artificiale. Nvidia respinge la definizione di finanziamento circolare e sostiene che questi accordi rispondono a una domanda effettiva di capacità computazionale.
Il campus texano di Hut 8 vale quasi 20 miliardi
Il progetto scelto per l’accordo con Lambda è uno dei maggiori investimenti statunitensi nei data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Il 20 luglio 2026 Hut 8 ha annunciato di aver completato la commercializzazione del campus Beacon Point, nella contea di Nueces. La società ha firmato due contratti quindicennali per complessivi 704 megawatt di capacità informatica, con un valore contrattuale di base pari a 19,6 miliardi di dollari.
Hut 8 non aveva indicato pubblicamente il nome del locatario, limitandosi a definirlo una società con elevato rating creditizio.
Il campus dispone di un gigawatt di capacità elettrica assicurata attraverso un accordo di interconnessione con AEP Texas. Le strutture saranno progettate secondo l’architettura DSX di Nvidia. La consegna dei primi ambienti della seconda fase è prevista nel secondo trimestre del 2028.
Al 30 giugno 2026 Hut 8 aveva 1.330 megawatt di capacità in costruzione e un portafoglio di sviluppo potenziale di circa 8.660 megawatt. I contratti già sottoscritti per i data center dedicati all’intelligenza artificiale raggiungevano 949 megawatt, con un valore complessivo previsto di 26,6 miliardi di dollari.
La trasformazione di Hut 8 mostra inoltre come l’espansione dell’intelligenza artificiale stia ridisegnando il settore delle criptovalute. Le società che negli anni precedenti avevano assicurato grandi quantità di energia per il mining dispongono oggi di terreni, connessioni elettriche e competenze tecniche che possono essere riconvertite verso i data center.
Anthropic ha firmato altri 45 miliardi con Nscale
L’accordo con Lambda arriva pochi giorni dopo un’altra operazione di dimensioni ancora maggiori.
Il 26 agosto 2026 è emersa l’intesa tra Anthropic e la britannica Nscale per circa 45 miliardi di dollari di capacità di calcolo. Il contratto riguarda il campus Monarch in West Virginia, dove Nscale prevede di utilizzare i sistemi Nvidia Vera Rubin.

La capacità dovrebbe entrare progressivamente in funzione dalla fine del 2027. Nscale, fondata nel 2024 e sostenuta finanziariamente anche da Nvidia, Dell, Nokia e dal gruppo norvegese Aker, aveva comunicato il valore del contratto senza inizialmente rendere pubblico il nome del cliente.
Sommando soltanto le due operazioni emerse tra fine agosto e inizio settembre, Anthropic ha assunto impegni per circa 80 miliardi di dollari di capacità cloud.
La cifra aiuta a misurare l’aumento delle risorse necessarie per addestrare e gestire i modelli di nuova generazione. La capacità non serve infatti soltanto alla fase di training. La crescita dell’utilizzo commerciale di Claude richiede infrastrutture operative in modo continuo per rispondere alle richieste degli utenti.
Google prepara per Anthropic una rete alternativa di chip
Il rapporto con Nvidia non rende Anthropic dipendente da una sola architettura.
Il 6 aprile 2026 Anthropic ha annunciato un nuovo accordo con Google e Broadcom per ottenere diversi gigawatt di capacità basata sulle Tpu di Google, con entrata in funzione prevista dal 2027. L’azienda ha definito l’accordo il maggiore impegno infrastrutturale assunto fino a quel momento.
Una parte dei data center destinati a ospitare queste Tpu viene sviluppata ancora da Hut 8.
Nel dicembre 2025 Hut 8 aveva annunciato una partnership con Anthropic e Fluidstack per costruire almeno 245 megawatt e potenzialmente oltre 2.000 megawatt di infrastrutture. Per il campus River Bend, il contratto quindicennale da 7 miliardi di dollari con Fluidstack è finanziariamente garantito da Google.
Il Financial Times ha ricostruito nell’agosto 2026 una struttura finanziaria che coinvolge Google, Broadcom, Apollo, Blackstone, Morgan Stanley e diversi operatori di data center. Secondo il quotidiano britannico, gli accordi collegati alla fornitura di Tpu ad Anthropic potrebbero arrivare complessivamente a circa 200 miliardi di dollari, considerando hardware, finanziamenti e infrastrutture.
Google utilizza garanzie sui contratti dei data center per facilitare il finanziamento dei progetti, mentre società di private credit finanziano l’acquisto dei processori che vengono poi concessi in leasing.
Il risultato è una competizione tra Nvidia e Google che riguarda contemporaneamente tecnologia e capitale. I produttori devono convincere i clienti della qualità dei processori e creare le condizioni finanziarie perché quegli stessi processori possano essere acquistati e installati su scala industriale.
La corsa ai chip diventa una corsa al capitale
La crescita delle neocloud modifica l’economia del settore. CoreWeave, Lambda, Nscale e altri operatori raccolgono capitali, acquistano processori e vendono capacità ai laboratori che sviluppano modelli di intelligenza artificiale.
Questo modello permette di costruire infrastrutture più rapidamente, ma concentra una parte rilevante del rischio su contratti pluriennali, debito e apparecchiature che possono perdere valore rapidamente con l’arrivo di nuove generazioni di processori.
Il Financial Times, in un’analisi pubblicata il 29 agosto, ha richiamato l’attenzione proprio sull’interdipendenza tra produttori di chip, finanziatori, proprietari dei data center e sviluppatori di modelli. La sostenibilità economica dipende dall’utilizzo futuro delle infrastrutture e dalla capacità dei clienti di mantenere gli impegni presi oggi.
Per Anthropic il problema immediato è diverso: assicurarsi abbastanza capacità per sostenere la domanda di Claude e continuare ad addestrare modelli più grandi. La società sta quindi distribuendo gli acquisti tra tecnologie e fornitori differenti.
Per Nvidia l’accordo texano rappresenta un’estensione del proprio modello industriale. Il gruppo non vende più esclusivamente processori: utilizza investimenti, contratti cloud e garanzie finanziarie per accelerare la costruzione delle infrastrutture che useranno quegli stessi processori.
La competizione per l’intelligenza artificiale passa così dai laboratori ai bilanci delle società coinvolte. I contratti firmati da Anthropic mostrano che la capacità di finanziare decine di miliardi di dollari di data center, energia e chip sta diventando importante quanto la capacità di progettare modelli più avanzati.






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