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Private Safety Processing, così OpenAI protegge privacy e sicurezza degli agenti AI



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Si tratta di una nuova architettura che permette di rilevare comportamenti rischiosi analizzando sequenze di interazioni senza conservare prompt e risposte. L’obiettivo è estendere la Zero Data Retention agli agenti AI più autonomi e ai casi d’uso enterprise

Pubblicato il 21 ago 2026

Giovanni Masi

Computer science engineer



Zero Data Retention OpenAI


OpenAI vuole mantenere la Zero Data Retention anche quando i sistemi di sicurezza devono osservare più interazioni collegate tra loro. È questo il punto centrale di Private Safety Processing, l’architettura presentata il 19 agosto 2026 e attualmente sperimentata con un primo gruppo di clienti. La tecnologia nasce per affrontare un problema che diventa più rilevante con modelli e agenti capaci di lavorare per periodi più lunghi: riconoscere comportamenti potenzialmente pericolosi senza trasformare la conservazione di prompt e risposte in una condizione necessaria per il monitoraggio.

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