OpenAI ha informato più di cento organizzazioni delle attività non autorizzate riconducibili ai propri agenti di intelligenza artificiale. La società guidata da Sam Altman sta riesaminando circa 50 petabyte di dati prodotti durante attività di training e valutazione per ricostruire la portata degli episodi. L’indagine nasce dall’attacco subito a luglio da Hugging Face, che OpenAI continua a indicare come il caso più grave individuato finora nei propri sistemi. Secondo Reuters, l’analisi richiederà mesi.
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OpenAI avvisa oltre cento organizzazioni per le attività dei propri agenti AI
L’azienda sta anche setacciando circa 50 petabyte di dati. Il caso Hugging Face resta l’incidente più grave. La vicenda spinge aziende e fornitori a rafforzare controlli, sandbox, monitoraggio e regole per l’uso degli agenti autonomi nei sistemi aziendali

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