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L’Europa accelera sull’AI con un progetto comune tra 19 Paesi


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L’iniziativa Important Project of Common European Interest (Ipcei), a cui partecipa anche l’Italia, punta a sviluppare servizi di intelligenza artificiale federati, distribuiti per industria e pubblica amministrazione. Per le telco si apre uno spazio potenziale in reti, data center ed edge computing: elaborazione e inferenza dove si generano i dati

Pubblicato il 17 set 2026



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Diciannove Paesi dell’Unione europea, Italia compresa, hanno definito il primo Important Project of Common European Interest (Ipcei) dedicato all’intelligenza artificiale. L’obiettivo è sviluppare su scala europea servizi AI decentralizzati e accessibili, tecnologie per la gestione delle risorse computazionali e applicazioni destinate all’industria, accompagnandone lo sviluppo dalla ricerca alla prima implementazione industriale.

La Commissione europea ha annunciato il 16 settembre 2026 l’avvio dell’iniziativa, coordinata dalla Germania. Partecipano Austria, Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia.

Dalla ricerca ai servizi per l’industria

Il programma punta alla creazione di una nuova generazione di prodotti e servizi AI pronti per l’impiego industriale, sviluppati attraverso la collaborazione tra imprese di più Stati membri.

Il manifesto dell’Ipcei-AI, pubblicato nel settembre 2026, prevede modelli e sistemi specializzati per diversi comparti economici, insieme alle tecnologie necessarie a gestire le risorse di calcolo. Il documento cita modelli fondazionali di livello industriale e framework per l’AI agentica tra le capacità che il programma dovrà sviluppare.

Il perimetro comprende manifattura, robotica, mobilità, energia, semiconduttori, agricoltura, sanità, difesa, telecomunicazioni e pubblica amministrazione. L’Ipcei dovrà coprire sia ricerca, sviluppo e innovazione sia la cosiddetta first industrial deployment, cioè la prima applicazione industriale delle tecnologie sviluppate.

IPCEI - Important Projects of Common European Interest

Una filiera che parte dall’infrastruttura

I modelli costituiscono soltanto una parte dell’architettura prevista. Il manifesto parte dalla necessità di garantire alle imprese europee accesso a software, hardware, capacità di calcolo, servizi cloud e dati industriali affidabili. L’obiettivo dichiarato è aumentare interoperabilità e resilienza e ridurre la dipendenza da soluzioni e fornitori esterni all’Europa.

L’Ipcei-AI dovrà inoltre integrarsi con altri programmi europei già dedicati ai livelli sottostanti dell’infrastruttura digitale: l’Ipcei Compute Infrastructure Continuum, quello sulle infrastrutture e i servizi cloud di nuova generazione, noto come Ipcei-Cis o 8ra, e l’Ipcei sulle tecnologie avanzate per i semiconduttori.

La combinazione dei programmi punta così a collegare semiconduttori, computing, cloud, architetture distribuite e applicazioni AI. Il nuovo Ipcei dovrebbe aggiungere a questa base modelli, strumenti e servizi utilizzabili dall’industria.

Per le telco lo spazio è tra reti, edge e capacità di calcolo

Le telecomunicazioni figurano espressamente tra i settori che potranno beneficiare delle tecnologie sviluppate dall’Ipcei-AI. Il manifesto, tuttavia, non indica casi d’uso specifici per gli operatori né assegna loro un ruolo definito nell’architettura del programma.

La struttura distribuita prevista dal progetto apre comunque un possibile spazio industriale per le telco. Servizi AI eseguiti su più nodi richiedono collegamenti tra data center, infrastrutture periferiche e utilizzatori, oltre alla possibilità di portare capacità di elaborazione e inferenza vicino ai luoghi in cui vengono generati i dati.

Gli operatori che dispongono di reti, data center o infrastrutture edge potrebbero quindi partecipare alla catena di fornitura dell’AI, soprattutto nelle applicazioni industriali sensibili a latenza, continuità operativa e trattamento locale delle informazioni. Si tratta però di una possibilità legata alla futura composizione dei progetti nazionali, non di un ruolo già attribuito dal programma.

Anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nella gestione delle reti — dall’automazione all’allocazione delle risorse — è compatibile con il perimetro tecnologico indicato dal manifesto. Il documento non individua però progetti telco specifici né stabilisce finanziamenti dedicati a queste applicazioni.

Sovranità digitale e investimenti

L’Ipcei-AI rientra nella strategia europea per rafforzare la capacità di sviluppare e utilizzare tecnologie AI riducendo le dipendenze esterne. Il manifesto richiama l’AI Continent Action Plan, la Apply AI Strategy, la Data Union Strategy e la proposta di Cloud and AI Development Act.

Il meccanismo degli Ipcei consente agli Stati membri, nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato, di sostenere progetti transnazionali di ricerca, innovazione e prima industrializzazione caratterizzati da investimenti elevati e rischi significativi.

Nel caso dell’intelligenza artificiale, i Paesi partecipanti puntano a mobilitare investimenti lungo l’intera catena del valore, rafforzare la collaborazione tra aziende e imprese deep tech e creare condizioni favorevoli all’afflusso di capitali privati. Il manifesto collega questi investimenti alla costruzione di un ecosistema europeo dell’AI capace di coprire lo sviluppo tecnologico e l’adozione industriale.

Pre-notifica al via, primi progetti possibili dal 2027

L’iniziativa entra ora nella fase comunitaria. Secondo la Commissione europea, 11 dei 19 Stati partecipanti che intendono concedere aiuti di Stato ai partecipanti diretti hanno annunciato l’avvio della pre-notifica nel settembre 2026. Bruxelles dovrà verificare che i progetti rispettino i criteri di ammissibilità e compatibilità previsti dalla disciplina europea sugli Ipcei.

Il calendario contenuto nel manifesto prevede per settembre 2026 la selezione dei progetti nazionali e l’avvio dell’invio della documentazione alla Commissione. I progetti selezionati potranno cominciare a rischio dei promotori dal primo trimestre del 2027, prima della conclusione dell’iter sugli aiuti di Stato.

La selezione nazionale definirà il peso effettivo delle diverse componenti dell’Ipcei: modelli, applicazioni industriali, capacità di calcolo e infrastrutture distribuite. Per gli operatori di telecomunicazioni sarà soprattutto la composizione di questi progetti a determinare se reti, data center ed edge computing entreranno negli investimenti sostenuti dal programma.

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