Il rallentamento atteso dell’economia italiana, la conclusione della fase più intensa degli investimenti del PNRR e i costi energetici obbligano le imprese manifatturiere a rivedere le priorità per il 2027. Le decisioni riguardano macchinari, intelligenza artificiale, ricerca, competenze, consumi energetici e accesso ai mercati esteri. Per ciascun progetto occorre valutare sostenibilità finanziaria, benefici produttivi e possibilità di accedere agli incentivi.
Su queste scelte si concentrerà l’incontro del 26 novembre al MADE Competence Center di Milano, organizzato da Nextwork360 e Innovation Post. L’evento riunirà rappresentanti delle istituzioni, associazioni industriali, aziende ed esperti di finanza agevolata. Sarà possibile partecipare in presenza oppure seguire i lavori in streaming.
Indice degli argomenti:
Economia in rallentamento, investimenti da selezionare
Il Rapporto di previsione d’autunno del Centro Studi Confindustria, pubblicato il 14 ottobre 2026, stima una crescita del Pil italiano dell’1% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. Gli investimenti, secondo lo stesso rapporto, dovrebbero passare da un aumento del 3,3% nel 2026 a uno dello 0,8% l’anno successivo. Sono previsioni, non risultati acquisiti, ma descrivono condizioni meno favorevoli alla programmazione industriale.
Il Centro Studi attribuisce il rallentamento alla minore spinta del PNRR, all’indebolimento della domanda e ai rincari energetici. Nei primi nove mesi del 2026, rileva Confindustria, il prezzo dell’elettricità in Italia è stato superiore del 35% rispetto a quello tedesco. Per le imprese energivore, il divario può incidere sui margini e sulla convenienza di ampliare la capacità produttiva.
Il rapporto precisa che parte delle risorse del Piano sarà utilizzata dopo il 2026: circa 47 miliardi di euro, di cui 27 nel 2027. La distribuzione delle spese nel tempo rende importante coordinare la programmazione dei progetti con le scadenze dei finanziamenti.
La disponibilità di agevolazioni, quindi, non basta a giustificare una spesa. Le aziende devono individuare i processi da migliorare, quantificare i risparmi attesi e verificare se dispongono delle competenze per utilizzare le nuove tecnologie.
Il 26 novembre si chiude il percorso Industry 4.0
L’appuntamento si intitola “Finanziare l’innovazione: gli strumenti per sostenere la competitività – Innovare, investire, competere: come orientare e finanziare gli investimenti per il 2027”.
È la quarta e ultima tappa del percorso Industry 4.0 del 2026, dedicato nel corso dell’anno alla Physical AI e alla robotica, alla valorizzazione dei dati industriali e alla sicurezza informatica dei sistemi operativi di fabbrica.
Il confronto finale collega questi temi alle scelte di bilancio e di politica industriale. Le tre sessioni seguiranno altrettante direttrici: innovare, investire e competere. L’obiettivo è affrontare l’intero percorso che porta dalla ricerca alla realizzazione dei progetti, fino ai risultati commerciali e produttivi.
Innovare: scegliere tecnologie e finanziare la ricerca
La prima tavola rotonda, “Innovare – Ricerca, sviluppo e innovazione, dalla Physical AI alle rinnovabili: tecnologie e competenze (e come finanziarle)”, esaminerà le opportunità legate all’intelligenza artificiale, alla robotica avanzata, al trasferimento tecnologico e all’energia. Il confronto riguarderà anche brevetti, incentivi alla ricerca e sviluppo, bandi e formazione.
Per una fabbrica, adottare l’intelligenza artificiale può significare migliorare il controllo qualità, programmare la manutenzione o analizzare i dati di produzione. Ma i risultati dipendono dalla qualità delle informazioni disponibili, dall’integrazione con gli impianti e dalle capacità di chi deve gestire i sistemi.
Anche un progetto che non richiede l’acquisto di nuovi macchinari può comportare costi rilevanti per software, sperimentazione e competenze. La valutazione economica deve quindi comprendere le risorse necessarie a introdurre la tecnologia nei processi produttivi e a mantenerla operativa.
Un altro punto riguarda la documentazione dei progetti agevolati. Obiettivi tecnici, spese, attività svolte e risultati devono essere ricostruibili e coerenti con i requisiti delle singole misure. La possibilità di ottenere un sostegno pubblico va considerata fin dalla progettazione, senza sostituire la valutazione industriale dell’investimento.
Investire: incentivi, beni strumentali ed energia
La seconda sessione, “Investire nel 2027: dove farlo, con quali strumenti e con quali vincoli”, sarà dedicata al mercato dei beni strumentali e alle decisioni che le imprese devono preparare nei prossimi mesi.
Sono previsti un primo bilancio dell’iperammortamento e un confronto sulle misure della legge di bilancio per il 2027, ancora oggetto dell’iter politico e parlamentare.
La scelta dello strumento finanziario richiede di distinguere tra contributi, agevolazioni fiscali e credito. Contano il calendario degli acquisti, i tempi di realizzazione, la capacità di anticipare la spesa e gli eventuali vincoli di cumulo. Un incentivo può ridurre il costo complessivo, ma non elimina il fabbisogno di liquidità e i rischi di esecuzione del progetto.
Un capitolo specifico riguarderà efficienza energetica e fonti rinnovabili. Per le aziende che consumano molta elettricità, ridurre i fabbisogni o produrre una quota di energia può migliorare la prevedibilità dei costi. Occorre però valutare investimenti iniziali, tempi di ritorno, continuità produttiva e condizioni effettive di accesso al credito.
Le norme europee entrano nei piani industriali
Dal 20 gennaio 2027 si applicherà il Regolamento europeo 2023/1230 sulle macchine, con nuove disposizioni sulla sicurezza dei prodotti e sulla valutazione della conformità.
Il Cyber Resilience Act, regolamento Ue 2024/2847, prevede invece l’applicazione principale dall’11 dicembre 2027; alcuni obblighi di segnalazione delle vulnerabilità e degli incidenti gravi sono già operativi dall’11 settembre 2026.
Le norme incidono soprattutto sui produttori di macchine e di prodotti con elementi digitali, secondo i rispettivi ambiti di applicazione. Progettazione, documentazione tecnica, gestione delle vulnerabilità e rapporti con i fornitori possono richiedere investimenti aggiuntivi. Anche questi costi devono entrare nella valutazione di un piano per il 2027.
Competere: export, filiere e nuovi mercati
La terza tavola rotonda, “Competere – Made in Italy, politiche e strumenti per la competitività sui mercati internazionali”, allargherà l’attenzione all’export e alla presenza delle aziende italiane nelle catene globali del valore. Verranno esaminati i rischi geopolitici, le barriere commerciali e gli strumenti di finanza agevolata per l’internazionalizzazione.
Il problema riguarda sia le imprese esportatrici sia quelle che lavorano come fornitori di gruppi internazionali. Un investimento in automazione può aumentare la produttività, ma per tradursi in ordini richiede anche qualità, affidabilità delle consegne e capacità di presidiare clienti e mercati.
Diversificare le destinazioni commerciali o rafforzare una filiera comporta inoltre spese organizzative e finanziarie. Le aziende devono considerare le condizioni di pagamento, i costi logistici e i rischi associati ai Paesi nei quali intendono operare.
Il Centro Studi Confindustria segnala nel rapporto di ottobre la pressione esercitata dai dazi statunitensi e dalle dipendenze da fornitori esteri di componenti critici. Per molte imprese, la competitività del 2027 dipenderà quindi dalla capacità di collegare innovazione produttiva e strategia internazionale.
I rappresentanti delle istituzioni e dell’industria
Ad aprire i lavori sarà Marco Calabrò, capo del Dipartimento per le politiche per le imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con un intervento sulle prospettive della politica industriale e sugli strumenti di sostegno agli investimenti.
Nel primo confronto interverranno Raffaele Spallone, dirigente del ministero impegnato nelle politiche per digitalizzazione e innovazione, Bruno Bettelli, presidente di Federmacchine, e Claudio Giulianetti, vicepresidente di Anie Automazione con delega alle politiche industriali.

È previsto anche Marco Taisch, presidente del MADE Competence Center, la cui partecipazione risulta ancora da confermare. Al confronto sono annunciati rappresentanti di Atlante Technologies e Cenotian.
La seconda tavola rotonda riunirà Riccardo Rosa, presidente di Ucimu – Sistemi per Produrre, Valentina Carlini di Confindustria e Isabella Manfredi, Chief Sustainability Manager di Feralpi Group e presidente di Sustainability Makers.
Con loro parteciperanno esperti di Tinexta Innovation Hub e F-Engineering, per affrontare le decisioni di investimento e i relativi vincoli finanziari.
Nella sessione dedicata ai mercati internazionali sono attesi Federica Ingrosso di Simest, Luca Aiolfi, delegato di Ucima all’internazionalizzazione, un rappresentante di Anima Confindustria e gli esperti di Innova Finance e Ayming.
Il confronto metterà in relazione politiche pubbliche, esigenze delle aziende e strumenti disponibili per accompagnare la crescita sui mercati esteri.
Una survey per raccogliere le priorità delle aziende
Il programma comprende anche una rilevazione rivolta ai lettori di Innovation Post e alle imprese manifatturiere. La survey raccoglie indicazioni sui progetti che le aziende intendono realizzare nel 2027, sulle agevolazioni attese e sulle difficoltà incontrate nell’accesso ai finanziamenti.
I risultati saranno presentati e commentati durante l’appuntamento, contribuendo al Research Report conclusivo del percorso Industry 4.0 2026.
Le risposte permetteranno di affiancare alle valutazioni delle istituzioni e delle associazioni industriali le esperienze di chi programma gli acquisti, presenta le domande di incentivo e sostiene i costi dei progetti.
Come partecipare al MADE o seguire l’evento online
L’incontro si terrà giovedì 26 novembre 2026 al MADE Competence Center, in via Durando 10, nel Campus Bovisa del Politecnico di Milano. L’accoglienza inizierà alle 14, mentre i lavori prenderanno il via alle 15 e si concluderanno intorno alle 19.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione disponibile sia per la presenza a Milano sia per la diretta streaming. Chi raggiungerà il MADE potrà inoltre incontrare relatori e rappresentanti delle imprese e approfondire direttamente le questioni discusse.
Il programma completo e le iscrizioni sono disponibili sul sito dell’evento. È possibile anche compilare la survey prima dell’incontro.
Con una crescita prevista allo 0,6% e una minore spinta della spesa pubblica, il 2027 lascia meno margine agli investimenti decisi esclusivamente per sfruttare un’agevolazione. La sostenibilità economica dei progetti dipenderà dalla loro capacità di migliorare produttività, competenze e presenza sui mercati anche una volta esaurito il sostegno pubblico.


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