Per quattro giorni Shanghai diventerà uno dei luoghi più importanti al mondo per capire dove sta andando l’intelligenza artificiale. Non l’AI raccontata nei report, ma quella già applicata nelle fabbriche, nei robot, nelle catene logistiche, negli ospedali, nella mobilità e nelle città. In occasione della World Artificial Intelligence Conference 2026, in programma dal 17 al 20 luglio, ChinaEU porterà in Cina una delegazione selezionata di imprenditori, manager, investitori e leader dell’innovazione italiani ed europei.

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ChinaEU AI Leadership Mission 2026 alla WAIC di Shanghai
La WAIC non è una semplice fiera tecnologica. È una delle piattaforme globali dove la Cina mostra al mondo il livello raggiunto dalla propria AI industriale: non più promessa, ma infrastruttura produttiva. Nel 2025 l’evento ha riunito oltre 800 aziende, più di 3.000 tecnologie e oltre 100 lanci globali o debutti in Cina. La ChinaEU AI Leadership Mission nasce per trasformare questa occasione in qualcosa di più di una partecipazione: accesso diretto, incontri selezionati e comprensione strategica di un ecosistema che sta già ridisegnando la competizione globale.
Perché l’AI industriale cinese conta per le imprese europee
Per un’impresa italiana ed europea, partecipare significa vedere in anticipo dove si stanno muovendo i concorrenti e i potenziali partner cinesi: quali tecnologie sono già mature, quali alleanze si possono costruire, quali opportunità si aprono nella Physical AI, nell’automazione industriale, nella logistica intelligente e nelle infrastrutture di calcolo.
Physical AI, automazione e logistica intelligente
Significa, soprattutto, leggere il presente con un anticipo che può valere mesi o anni di vantaggio competitivo. Non si tratta di importare un modello, ma di capirlo — per scegliere come collaborare, come differenziarsi e dove posizionarsi.
La Physical AI, in particolare, è il terreno su cui questa partita si gioca con maggiore intensità: l’incontro tra software intelligente e mondo fisico, tra algoritmi e macchine. È qui che la manifattura europea ha più da guadagnare e più da perdere. La posta in gioco per l’economia italiana Per il sistema produttivo italiano l’AI è già una voce di bilancio.
AI e Made in Italy, la posta in gioco per l’economia italiana
Nel 2025 il mercato italiano ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, +50% sull’anno precedente (Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano). E il potenziale di medio periodo è di un altro ordine di grandezza: secondo recenti studi, la sola AI generativa potrebbe valere fino a 312 miliardi di euro di valore aggiunto annuo per l’economia italiana, pari a un incremento di produttività fino al 18,2% del PIL.
Per un Paese con la produttività ferma da oltre due decenni, è una delle poche leve credibili per tornare a crescere. Il nodo è la distribuzione. L’adozione è trainata dalle grandi imprese — il 71% ne ha avviata almeno un’iniziativa — mentre tra le PMI la quota crolla all’8%. Il tessuto produttivo italiano, fatto in larga parte di PMI specializzate nel manifatturiero di qualità, nel design e nell’agroalimentare, è insieme l’area più esposta al ritardo e quella con il maggiore potenziale inespresso: è proprio nell’integrazione tra saper fare industriale e AI applicata che si gioca la prossima competitività del Made in Italy.
Ed è esattamente il tratto — dalla sperimentazione all’industrializzazione su scala — che la Cina ha già percorso.

Dalla WAIC all’accesso diretto tra Shanghai e Hangzhou
La ChinaEU AI Leadership Mission 2026 nasce per trasformare questa occasione in accesso reale. Al termine della conferenza, il programma prosegue con alcune giornate dedicate a un percorso curato di visite e incontri strategici a Shanghai e Hangzhou, presso alcune delle aziende più avanzate al mondo nell’intelligenza artificiale, nella robotica e nelle tecnologie industriali di nuova generazione. Non visite di facciata, ma confronti diretti con fondatori, top manager e responsabili tecnologici; occasioni concrete di collaborazione; e la possibilità di vedere da vicino come l’AI stia già trasformando fabbriche, supply chain e servizi.
Incontri personalizzati con aziende e leader tecnologici
Ogni partecipante sarà seguito con un percorso personalizzato di incontri, costruito in funzione del proprio settore, delle proprie priorità tecnologiche e dei propri obiettivi industriali. Hangzhou, in particolare, è oggi uno dei poli più dinamici dell’innovazione cinese, sede di alcuni tra i protagonisti emergenti dell’AI e della robotica applicata.

Una delegazione ristretta per la ChinaEU AI Leadership Mission 2026
La partecipazione è riservata a un numero limitato di aziende e leader italiani ed europei. È una scelta precisa: solo un gruppo selezionato consente incontri di qualità e un business matchmaking realmente mirato, in cui ogni azienda partecipante trova interlocutori pertinenti rispetto al proprio settore e ai propri obiettivi di sviluppo.
ChinaEU mette a disposizione ciò che ha costruito in oltre un decennio di presenza sul terreno: la conoscenza diretta dell’ecosistema cinese, le relazioni con i protagonisti industriali e istituzionali, e la capacità di tradurre due culture industriali in un linguaggio comune. Sono questi gli elementi che trasformano un viaggio in un risultato.
Il momento giusto per entrare nell’ecosistema cinese dell’AI
L’intelligenza artificiale industriale non aspetta. Mentre in Europa il dibattito si concentra spesso sulle regole, in Cina la stessa tecnologia è già al lavoro nelle fabbriche e nelle catene logistiche. Comprendere questa asimmetria — senza pregiudizi e senza ingenuità — è la condizione per competere e per collaborare nei prossimi anni. Chi non entra oggi in questo ecosistema, domani lo incontrerà comunque: nei prodotti, nei costi, nella velocità e nel vantaggio competitivo dei propri concorrenti.
La ChinaEU AI Leadership Mission 2026 si terrà a Shanghai e Hangzhou in occasione della WAIC 2026 (17–20 luglio). La partecipazione è su candidatura. Per candidarsi scrivere a: president@chinaeu.eu.


