ChatGPT viene utilizzato sempre meno come un semplice motore a cui rivolgere domande e sempre più come uno strumento al quale affidare una parte del lavoro. Il passaggio emerge dai nuovi dati pubblicati da OpenAI il 6 agosto 2026 attraverso Signals, la piattaforma dell’Economic Research Team che raccoglie statistiche sull’uso del servizio. Nei contesti professionali, gli utenti hanno una probabilità più che doppia di usare ChatGPT per produrre un risultato o completare un’attività rispetto a quanto avviene nell’uso privato.
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ChatGPT, come cambia il lavoro: dalle domande all’azione
I nuovi dati di OpenAI Signals descrivono un cambio d’uso: sul lavoro ChatGPT viene impiegato soprattutto per produrre testi, codice e analisi e cresce il ricorso a immagini e altri contenuti multimediali. L’adozione accelera in America Latina, Africa e Oceania e aumenta tra gli over 35. Per l’Italia resta il nodo della diffusione nelle imprese

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