Le imprese italiane dei beni di consumo confezionati (Consumer Packaged Goods – CPG) vedono nell’intelligenza artificiale industriale una leva per recuperare efficienza, ma la maggior parte è ancora lontana da un impiego esteso nei processi produttivi. In un’indagine commissionata da Schneider Electric e condotta da Censuswide su 200 decisori di aziende italiane del settore, il 38,5% colloca l’AI in progetti pilota e un altro 34,5% la usa in una o due aree operative. Solo il 15% dichiara applicazioni diffuse su più siti o processi e il 3% la descrive come centrale per le decisioni produttive e operative.
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Beni di consumo confezionati: in Italia i progetti di AI crescono ma l’impatto è limitato
Una indagine Schneider Electric-Censuswide su 200 decisori italiani del CPG rileva che il 73% delle imprese intervistate è ancora tra progetti pilota e prime applicazioni dell’AI. Le aziende stimano perdite crescenti da inefficienze e indicano competenze, sistemi legacy e dati contestuali come ostacoli alla scalabilità

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