L’Assemblea generale di Assolombarda, che si è svolta il 12 ottobre 2026 al Teatro Dal Verme di Milano, ha messo l’intelligenza artificiale al centro dell’attenzione e delle prospettive di imprenditori e imprese.
L’associazione riunisce gli industriali delle quattro province di Milano, Monza Brianza, Pavia e Lodi – il cosiddetto Quadrilatero –, e il presidente, Alvise Biffi, ha evidenziato la necessità di accelerare la crescita e la produttività, puntando sulla physical AI, sull’internazionalizzazione e sulla capacità del territorio di trasformare l’innovazione in sviluppo industriale.
Nel corso dell’evento, AmCham Italy (l’American Chamber of Commerce), Assolombarda e Confcommercio hanno anche firmato il Manifesto per portare a Milano l’agenzia Onu per la governance dell’AI.
Indice degli argomenti:
Portare l’AI dentro l’economia reale
Nella sua relazione all’Assemblea generale, il presidente di Assolombarda ha sottolineato che l’intelligenza artificiale è una grande opportunità di crescita e sviluppo.
Come ha anche rimarcato la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la vera partita dell’AI per l’Europa si gioca nel portarla dentro l’economia reale: nella salute, nei trasporti, nell’energia.
“Per l’Italia significa un’opportunità imperdibile”, indica Biffi, “siamo il secondo Paese manifatturiero europeo, con filiere altamente specializzate e una conoscenza dei processi industriali costruita in decenni di produzione. Abbiamo quindi una base industriale sulla quale costruire un vantaggio competitivo anche nell’intelligenza artificiale”.
E nel Quadrilatero dei territori di Assolombarda queste condizioni “sono ancora più forti, perché la densità industriale incontra uno degli ecosistemi dell’innovazione più avanzati del Paese”.
L’adozione dell’AI sta accelerando
Assolombarda, insieme al Politecnico di Milano, ha coinvolto 700 aziende dei suoi territori, di settori e dimensioni diverse, per capire a che punto sono a livello di maturità e diffusione dell’intelligenza artificiale: i risultati indicano almeno tre cose. La prima è che la sua adozione sta accelerando. Al momento il 49% delle imprese censite ha già progetti attivi sull’intelligenza artificiale e un altro 18% prevede di adottarla a breve.
La seconda è che la dimensione dell’impresa fa la differenza, ma non è l’unico fattore. Lo stato di adozione, infatti, è pari al 40% nelle microimprese, al 41% nelle piccole, sale al 48% nelle medie e raggiunge il 79% nelle grandi aziende, ma nelle startup innovative siamo già al 77%, quasi quanto nelle grandi imprese.
Si tratta di un miglioramento significativo rispetto all’anno scorso quando l’adozione riguardava prevalentemente le grandi imprese (39%), mentre le PMI si fermavano al 15%.

Il terzo punto “riguarda la nostra grande materia prima critica: la qualità dei dati industriali”, rileva Biffi: “persino tra le grandi imprese, circa una su due sta ancora lavorando per migliorarla. La tecnologia sta entrando nelle imprese ma dobbiamo andare oltre il suo utilizzo solo per efficienza, snellimento di processi e riduzione dei costi operativi”.
L’Intelligenza artificiale deve incidere sulle caratteristiche “che distinguono il nostro modello industriale, rafforzando ciò che ci rende competitivi: qualità, specializzazione, capacità di adattamento, conoscenza dei processi, ruolo nelle filiere e presenza sui mercati”.
La nuova sfida è la Physical AI
Ma la frontiera si sta spostando ancora. Adesso l’intelligenza artificiale sta uscendo dagli schermi per entrare nelle fabbriche, nei robot, nei magazzini, nei sistemi logistici, nelle macchine. È la physical AI: l’incontro tra intelligenza artificiale e mondo fisico.
E la prospettiva cambia parecchio. Perché quando la tecnologia deve diventare movimento, precisione, produzione, non bastano algoritmi, agenti e capacità di calcolo. Servono robotica, meccatronica, automazione, sensoristica, macchine utensili, componentistica, ingegneria.
“Serve industria. Serviamo noi”, rimarca il presidente di Assolombarda, “questa è la nostra grande opportunità. Questa volta non dobbiamo limitarci a adottare la tecnologia: possiamo finalmente contribuire a costruirla”.
“Non dobbiamo inseguire Stati Uniti e Cina cercando di diventare una copia di ciò che sono loro”, indica Biffi, “il nostro spazio è un altro: arrivare per primi alla nuova frontiera della Physical AI, facendo leva sulle caratteristiche che distinguono la nostra industria. Perché la misura del successo non sarà quanta intelligenza artificiale avremo adottato, ma quanto saremo capaci di trasformarla in produttività e crescita. Con il programma forgIA abbiamo costruito le basi. Ora vogliamo fare del nostro Quadrilatero la fabbrica dell’AI, un punto di riferimento sulla scena internazionale, al pari della Silicon Valley”.
Un’impresa su tre che usa l’AI prevede di aumentare l’organico
C’è un’altra evidenza importante: non sono soltanto le imprese che partono da livelli di produttività più elevati a adottare l’intelligenza artificiale.
Questo significa che l’AI può diventare una leva di produttività diffusa, capace di raggiungere una parte molto ampia del nostro tessuto imprenditoriale. E gli effetti si vedono anche sul lavoro. Un’impresa su tre, tra quelle che hanno già progetti di intelligenza artificiale attivi, prevede di aumentare il numero dei dipendenti nei prossimi dodici mesi.
“Nel nostro territorio sono circa 750mila i lavoratori coinvolti dalla trasformazione dell’AI”, osserva Biffi: “un terzo della forza lavoro complessiva. E già oggi la domanda di competenze legate all’intelligenza artificiale è 1,4 volte la media nazionale. Se la tecnologia corre, le competenze devono tagliare il traguardo per prime”.
Creare al MIND di Milano il ‘forgIA Physical AI Ecosystem’
La nuova industria sta prendendo forma “e noi vogliamo costruirne una parte significativa proprio qui”, rileva Biffi: “vogliamo darle anche un luogo fisico e per questo stiamo lavorando alla realizzazione al MIND, a Milano, del ‘forgIA Physical AI Ecosystem’, uno spazio permanente di ricerca applicata e sperimentazione”.
Un’area dove sviluppare nuove applicazioni di intelligenza artificiale, “a partire dalle life sciences, e toccare con mano le competenze e le tecnologie delle nostre imprese”.
Milano come sede dell’agenzia ONU per la governance dell’AI
L’intelligenza artificiale va ispirata da principi condivisi e da una visione etica: perché deve moltiplicare le capacità delle persone e facilitarne il lavoro, non sostituirne il ruolo.
È con questo spirito che Assolombarda ha aderito alla proposta, lanciata da AmCham Italy, di candidare Milano come sede del nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell’AI. Una struttura capace di far dialogare governi, imprese, comunità scientifica e società civile.
“Perché non basta andare più veloci, dobbiamo essere sicuri di andare nella direzione giusta”, rileva il presidente di Assolombarda: “per questo oggi, insieme a Stefano Lucchini, presidente dell’American Chamber of Commerce, Simone Crolla, Managing director, e al presidente di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, Carlo Sangalli, abbiamo firmato il relativo Manifesto, dando vita a un Comitato promotore ampio e trasversale, perché questa candidatura deve raccogliere tutte le forze del nostro territorio”.






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