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Agentic AI: come trasformare le sperimentazioni in valore di business



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Le imprese italiane guardano agli agenti AI con interesse, ma faticano a trasformare i progetti pilota in soluzioni concrete. Per fare il salto, BlueIT propone una metodologia strutturata, che include un laboratorio collaborativo, casi d’uso già testati e la solidità di un partner tecnologico come IBM

Pubblicato il 11 giu 2026



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L’Agentic AI è nell’agenda di moltissime organizzazioni, ma la forbice tra intenzioni strategiche e realtà quotidiana resta ampia. In un contesto dove la tecnologia evolve così rapidamente da risultare inafferrabile, spesso i progetti restano bloccati alla sperimentazione e gli investimenti faticano a trovare ritorni concreti.

Per uscire dall’impasse, BlueIT, società benefit specializzata nell’offerta di servizi IT e partner di IBM, propone una metodologia strutturata e orientata ai risultati, con la disponibilità di un laboratorio tecnologico per la sperimentazione dell’intelligenza artificiale.

La trappola dell’entusiasmo senza direzione

Leonardo Marazzi

“Le aziende – spiega Leonardo Marazzi, Digital Transformation and AI Leader della BU Digital di BlueIT – faticano a trovare una relazione tra un investimento e un ritorno nel medio-breve termine. Sembra esserci attualmente tanta fretta a voler fare, però quando si avvia un progetto, ci si scontra subito con una serie di interrogativi: da dove partire, cosa potrebbe servire, quali investimenti effettuare”.

Il motivo non risiede soltanto nella mancanza di risorse o competenze interne, ma anche nel “disorientamento” rispetto ai ritmi frenetici dell’evoluzione AI. “Si ha sempre la sensazione di essere indietro – osserva Marazzi – perché ogni settimana esce un prodotto diverso, una nuova azienda, una funzionalità inedita che smonta quanto è stato fatto finora”.

Come risultato, le imprese percepiscono le opportunità dell’Agentic AI, ma faticano a capitalizzare. “Si nota – sottolinea Marazzi – la sofferenza delle aziende nel riconoscere le potenzialità delle nuove tecnologie, ma nel non riuscire a implementarle perché funzionino e abbiano un reale impatto sul business”.

Il laboratorio per generare valore dall’AI

Secondo BlueIT, il paradosso tra entusiasmo e fattibilità richiede una risposta concreta, che consenta alle aziende di adottare l’intelligenza artificiale e gli agenti ottenendo risultati tangibili in tempi ragionevoli. Nasce così l’AI Accelerator, un laboratorio che permette alle imprese di sperimentare le potenzialità dell’artificial intelligence, con una metodologia strutturata e percorsi di co-progettazione. I clienti portano la conoscenza e l’esperienza sui processi aziendali specifici, mentre il partner fornisce le competenze tecnologiche e il know-how maturato dai casi pregressi.

“L’idea – spiega Marazzi – è creare uno spazio collaborativo dove potersi confrontare, analizzando insieme i processi di business e affrontando le criticità dei progetti. L’obiettivo è innanzitutto capire dove l’applicazione delle tecnologie AI può avere realmente senso oppure dove bisogna prima effettuare un cambiamento a livello organizzativo e operativo”.

Nei percorsi di digitalizzazione, infatti, la tendenza è cercare una soluzione software per ogni problema, quando spesso la criticità risiede a monte ovvero nei flussi di lavoro, nei ruoli, nelle responsabilità. Il laboratorio permette in primis di fare chiarezza.

Gli step per un’adozione efficace dell’AI

Ma come funziona in concreto l’AI Accelerator per supportare le imprese nell’adozione dell’Agentic AI? Come spiega Marazzi, il percorso all’interno del laboratorio si articola in due fasi.

Inizialmente, l’azienda viene introdotta a soluzioni già testate, a casi verticali che hanno dimostrato di funzionare, e si avvia una prima mappatura degli obiettivi e delle criticità specifici. Successivamente, previo accordo di riservatezza (NDA), si entra nel vivo del progetto, analizzando i workflow, i dati e il contesto organizzativo del cliente. “Da qui – prosegue Marazzi – restituiamo una demo funzionante ovvero facciamo una prova del processo con la nuova tecnologia e vediamo quali risultati si ottengono”. Insieme alla demo, viene fornito un percorso di adozione, che restituisce anche una prospettiva a lungo termine sull’adozione delle tecnologie AI in azienda.

Il BU Leader precisa che il laboratorio è a disposizione delle imprese gratuitamente come step di partenza per le iniziative AI, contribuendo ad abbassare la soglia di ingresso all’innovazione anche per le realtà con budget minori da impegnare nei progetti.

Quattro casi d’uso già maturi

Come già evidenziato da Marazzi, il vero punto di forza del laboratorio è la possibilità di indicare al cliente gli ambiti di applicazione dove l’Agentic AI ha già dimostrato risultati concreti. BlueIT conta infatti un ampio portfolio di progetti AI realizzati: i casi d’uso proposti sono quindi frutto dell’esperienza e si basano su soluzioni già integrate nei processi di aziende reali.

Tra gli use case ormai consolidati e capaci di generare valore, il BU Leader indica la gestione degli ordini. Integrandosi con i sistemi gestionali, infatti, le tecnologie di AI agentica possono leggere le richieste in ingresso, fare un confronto con la disponibilità a magazzino, proporre una configurazione del prodotto in base agli input dell’utente e supportare il personale commerciale nella formulazione dell’offerta.

Un altro caso riguarda il service post-vendita, una funzione critica soprattutto per le aziende manifatturiere che vendono macchinari o impianti complessi. L’Agentic AI aiuta a rilevare guasti e malfunzionamenti, fornisce lo storico del macchinario e delle anomalie, permette il raffronto con casi simili, suggerisce ai tecnici possibili soluzioni, accelerando così l’intero processo di risoluzione del problema.

Un terzo ambito dove l’AI agentica ha dimostrato efficacia è l’IT service management. La gestione dei ticket è un’area spesso poco considerata, ma assorbe risorse ingenti, soprattutto per le PMI. “Quando viene fatta una segnalazione – chiarisce Leonardo Marazzi – spesso non vengono fornite informazioni dettagliate e si perde tantissimo tempo per capire il problema”. L’AI può guidare l’utente nella descrizione della problematica, fornire eventuali soluzioni già documentate e, solo se necessario, passare il caso ai tecnici di assistenza con tutte le informazioni già strutturate. Il risparmio di tempo e impegno è significativo, lasciando il team IT libero di dedicarsi ad attività a maggiore valore per il business.

Il quarto caso d’uso tocca un tema strutturale per molte aziende e in particolare per il settore manifatturiero italiano: il cambio generazionale e la trasmissione della conoscenza. Come nota Marazzi, all’interno delle fabbriche manca spesso manodopera certificata, che conosce in profondità le macchine e i processi. L’intelligenza artificiale può diventare il depositario del knowledge aziendale, che oggi risiede negli operai più esperti e rischia di andare perduto in caso di pensionamento o cambio di azienda. Sulla base delle informazioni ricevute, gli agenti AI possono guidare il personale nell’organizzare la produzione e nel gestire le problematiche, standardizzando i processi e capitalizzando sulle competenze costruite nel tempo.

I benefici della partnership con IBM

Oltre al know-how maturato con l’esperienza su casi reali, contribuiscono alla solidità dell’approccio BlueIT anche le partnership tecnologiche e in particolare la collaborazione con IBM.

“Lavorare con IBM – spiega Marazzi – ci offre due punti saldi. Il primo riguarda la garanzia di mantenere la privacy e la sovranità del dato: le aziende possono quindi introdurre le nuove tecnologie di intelligenza artificiale in sicurezza e con il pieno controllo sulle proprie informazioni”.

Il secondo plus invece è la stabilità della piattaforma, che è costruita per essere aperta e integrare nel tempo le innovazioni tecnologiche.

“IBM è un’azienda storica – puntualizza Leonardo Marazzi – che ha saputo evolvere verso una logica di piattaforma aperta. Grazie alle continue acquisizioni come Red Hat, all’avvicinamento all’open source e alle partnership strategiche con player come AWS, oggi offre una soluzione concepita per il cambiamento”.

Sintetizzando, la potenza rivoluzionaria dell’Agentic AI non deve sovvertire l’esistente, ma integrarsi con i sistemi già presenti in azienda per potenziare le funzioni, ottimizzare i workflow e abilitare nuove modalità operative.

Solo così, attraverso percorsi calibrati, come suggerisce BlueIT, le sperimentazioni possono trasformarsi in progetti scalabili e portare risultati misurabili.

Per approfondire il tema dell’Agentic AI, partecipa alla tavola rotonda di BlueIT all’evento IBM “Tech Excellence | Quando la tecnologia genera successo” il 7 luglio 2026 a Vicenza.

Articolo realizzato in collaborazione con BlueIT

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