Quantum Italia investe 200mila euro in Promethence, start-up milanese che sviluppa soluzioni hardware e software per la crittografia post-quantistica. La società, fondata nel 2025 da docenti e ricercatori del Politecnico di Milano, lavora a tecnologie pensate per proteggere dati, comunicazioni e firme digitali dagli attacchi che potrebbero diventare possibili con computer quantistici sufficientemente potenti. Il capitale servirà a sostenere lo sviluppo tecnologico e la crescita dell’impresa.

L’operazione riguarda un settore che sta passando dalla ricerca sui nuovi algoritmi alla loro introduzione nei sistemi informatici. Nel 2024 gli Stati Uniti hanno pubblicato i primi standard crittografici post-quantistici; nel 2025 l’Unione europea ha definito un percorso di migrazione. Per le aziende che gestiscono informazioni sensibili, il problema è aggiornare infrastrutture costruite attorno a strumenti di sicurezza che potrebbero non offrire, in futuro, le stesse garanzie.
Indice degli argomenti:
L’investimento di Quantum Italia e il ruolo dei due partner
Quantum Italia è un veicolo di investimento nato dalla collaborazione tra Scientifica Venture Capital e Quantonation, operatore internazionale specializzato nelle tecnologie quantistiche e nella fisica avanzata. Il suo obiettivo è finanziare imprese nelle prime fasi di sviluppo, quando i risultati scientifici devono ancora trasformarsi in prodotti adottabili dal mercato.
I 200mila euro destinati a Promethence rappresentano quindi un intervento sul percorso di trasferimento tecnologico: dalla validazione degli algoritmi all’integrazione in infrastrutture operative. L’importo comunicato identifica l’investimento, ma da solo non permette di stabilire la valutazione della società o la partecipazione acquisita.
Promethence, dalla ricerca del Politecnico di Milano al mercato
Promethence nasce a Milano nel 2025 per iniziativa di un gruppo di docenti universitari e ricercatori del Politecnico di Milano. L’impresa concentra la propria attività sulla crittografia post-quantistica, con particolare attenzione all’implementazione degli algoritmi e alla loro efficienza sui dispositivi.
Il progetto comprende componenti software e acceleratori hardware progettati per eseguire operazioni crittografiche complesse con un minore impiego di risorse. La società punta a sviluppare strumenti utilizzabili sia nei grandi centri di elaborazione sia in apparati industriali con capacità di calcolo e consumi energetici limitati.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, le soluzioni sono concepite per integrarsi con infrastrutture esistenti senza imporre modifiche alle applicazioni. Si tratta di una caratteristica importante per i potenziali clienti, perché la sostituzione dei sistemi di sicurezza deve confrontarsi con software datati, dispositivi difficili da aggiornare e requisiti di continuità del servizio.
Perché la crittografia post-quantistica è diventata urgente
Una parte rilevante della sicurezza digitale si basa su algoritmi a chiave pubblica. Questi permettono, tra le altre cose, di scambiare informazioni riservate attraverso reti aperte e di verificare l’autenticità di firme digitali, aggiornamenti software e documenti.
Algoritmi molto diffusi, come Rsa e quelli basati sulle curve ellittiche, si affidano a problemi matematici difficili da risolvere con i computer tradizionali. Un computer quantistico sufficientemente grande e affidabile potrebbe però affrontare alcuni di questi problemi con metodi più efficienti, compromettendo i meccanismi che oggi proteggono scambi e autenticazioni.
Questo non significa che gli attuali computer quantistici siano già in grado di violare su larga scala tali sistemi. La minaccia dipende da progressi tecnologici ancora da conseguire. Le organizzazioni devono tuttavia prepararsi prima che il rischio diventi operativo: aggiornare protocolli, applicazioni e dispositivi distribuiti su più anni richiede tempo, verifiche e investimenti.
Gli standard del Nist e le scadenze europee
Il 13 agosto 2024 il National Institute of Standards and Technology, il Nist statunitense, ha pubblicato tre standard per la crittografia post-quantistica. Il primo, Fips 203, definisce ML-KEM, uno schema per stabilire segreti condivisi tra interlocutori.
Gli altri due, Fips 204 e Fips 205, riguardano le firme digitali e specificano rispettivamente ML-DSA e SLH-DSA.
La pubblicazione degli standard ha fornito a fornitori e organizzazioni riferimenti comuni per progettare e verificare le nuove implementazioni. Il Nist raccomanda di avviare la migrazione e prevede, nel proprio percorso di transizione, la progressiva eliminazione dagli standard degli algoritmi vulnerabili entro il 2035, con anticipazioni per i sistemi più esposti.
In Europa, la Commissione e gli Stati membri hanno presentato il 23 giugno 2025 una tabella di marcia coordinata. Il documento invita tutti i Paesi ad avviare la transizione entro la fine del 2026 e indica il 2030 come termine massimo auspicato per la protezione delle infrastrutture critiche. Sono obiettivi di una strategia comune, non una scadenza contrattuale identica per ogni impresa.
Calendario europeo per la transizione alla crittografia post-quantistica (PQC)
La roadmap europea prevede tre scadenze principali per la migrazione alla crittografia post-quantistica (Post-Quantum Cryptography, PQC), con priorità differenti in base al livello di rischio dei sistemi informatici.
| Scadenza | Obiettivi e attività previste |
|---|---|
| 31 dicembre 2026 | Avvio della transizione |
| Tutti gli Stati membri devono aver attuato le prime misure previste (First Steps). | |
| Tutti gli Stati membri devono aver definito una prima roadmap nazionale per la transizione alla PQC. | |
| Devono essere avviate la pianificazione della migrazione e le sperimentazioni pilota per i sistemi ad alto e medio rischio. | |
| 31 dicembre 2030 | Completamento della migrazione dei sistemi ad alto rischio |
| Tutti gli Stati membri devono aver attuato le misure successive (Next Steps). | |
| La transizione alla crittografia post-quantistica deve essere completata per tutti i sistemi ad alto rischio. | |
| Devono essere completate la pianificazione e le sperimentazioni pilota per i sistemi a medio rischio. | |
| Gli aggiornamenti di software e firmware resistenti alle minacce quantistiche devono essere abilitati per impostazione predefinita. | |
| 31 dicembre 2035 | Estensione della protezione ai sistemi a medio e basso rischio |
| La transizione alla crittografia post-quantistica deve essere completata per tutti i sistemi a medio rischio. | |
| La transizione dei sistemi a basso rischio deve essere completata nella massima misura possibile, compatibilmente con la fattibilità tecnica e operativa. |
Sintesi delle tre fasi
- Entro il 2026 — Preparazione: Definizione delle strategie nazionali, avvio delle prime misure e sperimentazione sui sistemi più esposti.
- Entro il 2030 — Protezione dei sistemi critici: Completamento della migrazione dei sistemi ad alto rischio e predisposizione dei sistemi a medio rischio.
- Entro il 2035 — Completamento della transizione: Migrazione completa dei sistemi a medio rischio ed estensione della protezione a quelli a basso rischio, dove fattibile.
Il principio guida della roadmap: procedere gradualmente, proteggendo prima le infrastrutture e i sistemi più critici, per arrivare entro il 2035 a una diffusione quanto più ampia possibile della crittografia resistente agli attacchi dei futuri computer quantistici.
Il rischio dei dati intercettati oggi e decifrati domani
Il problema riguarda anche le informazioni già in circolazione. Un attaccante può raccogliere comunicazioni cifrate oggi e conservarle, con l’intento di decifrarle quando saranno disponibili capacità di calcolo superiori. Questo scenario è conosciuto come harvest now, decrypt later.
Il rischio ha un peso particolare per dati che devono restare riservati a lungo: informazioni sanitarie, proprietà intellettuale, documentazione industriale, comunicazioni diplomatiche e segreti commerciali. Per questi archivi, rinviare la migrazione potrebbe lasciare esposte informazioni raccolte prima dell’arrivo di una minaccia quantistica effettiva.
L’adozione di algoritmi resistenti agli attacchi quantistici richiede perciò una ricognizione dei dati da proteggere, della loro durata di riservatezza e dei punti in cui vengono impiegate chiavi pubbliche. È un lavoro che coinvolge architetture informatiche, gestione del rischio e fornitori esterni.
Hardware e software: la sfida dell’efficienza
Sostituire un algoritmo crittografico non significa cambiare soltanto una libreria software. Le nuove tecniche possono comportare chiavi, firme e messaggi più grandi, oltre a carichi di elaborazione diversi. L’impatto dipende dagli algoritmi scelti, dall’hardware disponibile e dalle caratteristiche delle applicazioni.
È su questo terreno che Promethence cerca di collocare la propria offerta. Gli acceleratori specializzati mirano a spostare parte delle operazioni più impegnative dai processori generalisti a componenti progettati per la crittografia, riducendo tempi di esecuzione e consumo di risorse. La società presenta inoltre la protezione delle chiavi private nell’ambiente hardware come una caratteristica della propria proposta.
I vantaggi effettivi dovranno essere misurati nelle condizioni di impiego, considerando prestazioni, costi, compatibilità e livelli di sicurezza. Un’accelerazione utile in un data center potrebbe avere requisiti differenti da quella necessaria in un controllore industriale, dove memoria, alimentazione e possibilità di aggiornamento sono più limitate.
Data center, reti elettriche e sistemi industriali
La società indica tra i potenziali ambiti applicativi i data center, le infrastrutture energetiche, gli impianti industriali e i sistemi di difesa. In un grande centro di elaborazione, le operazioni crittografiche sono ripetute su quantità elevate di connessioni e transazioni: l’efficienza può incidere su prestazioni e costi operativi.
Nelle reti elettriche e negli impianti industriali, invece, molti dispositivi rimangono in esercizio per periodi lunghi e devono garantire affidabilità continua. La sostituzione di componenti può essere onerosa e richiedere finestre di manutenzione. In questi ambienti, la possibilità di adottare nuove protezioni senza riscrivere intere applicazioni avrebbe un valore operativo.

Scientifica: valorizzare competenze e ricerca italiane
L’investimento si inserisce nel tentativo di costruire una filiera nazionale delle tecnologie quantistiche. La Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, approvata dal Comitato interministeriale per la transizione digitale il 9 luglio 2025, individua tra le priorità il collegamento tra ricerca, industria, investimenti e sicurezza.
Riccardo d’Alessandri, managing partner di Scientifica, spiega così l’operazione: “Le tecnologie quantistiche rappresentano una delle frontiere più promettenti dell’innovazione, ma il loro sviluppo pone anche nuove sfide per la sicurezza dei sistemi digitali. Promethence opera in un ambito strategico, nel quale la capacità di tradurre competenze scientifiche avanzate in soluzioni tecnologiche concrete sarà sempre più importante. Con questo investimento vogliamo sostenere la crescita di una realtà italiana ad alto potenziale, contribuendo a valorizzare la ricerca e a rafforzare le competenze nazionali in un settore destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale”
L’obiettivo di Promethence: un’alternativa europea

Giacomo Lancellotti, CEO di Promethence, collega l’ingresso del nuovo investitore alle esigenze di autonomia tecnologica europea: “L’ingresso di Quantum Italia rappresenta un passaggio importante nel nostro percorso di crescita e un riconoscimento del valore delle competenze scientifiche e tecnologiche che abbiamo riunito. Il nostro obiettivo è contribuire a rendere concretamente utilizzabili i risultati della ricerca più avanzata, sviluppando soluzioni capaci di rispondere alle nuove esigenze della sicurezza informatica. Promethence si propone come alternativa europea, in risposta a un’esigenza di autonomia strategica sempre più concreta nel panorama internazionale”.
La disponibilità di tecnologie sviluppate in Europa può ampliare le opzioni di acquisto per imprese e amministrazioni, soprattutto quando devono valutare dipendenze da fornitori, aggiornamenti e controllo della catena tecnologica. L’origine geografica, tuttavia, non sostituisce la verifica della robustezza degli algoritmi e della qualità delle implementazioni.
Dalla sperimentazione all’adozione nei sistemi digitali
Per Promethence, il prossimo passaggio industriale consiste nel trasformare le soluzioni sviluppate in prodotti valutabili dai clienti. La domanda potenziale è legata a programmi di migrazione già avviati, ma le decisioni di acquisto dipenderanno dalla possibilità di installare nuove protezioni senza compromettere servizi, prestazioni e manutenzione.
Le aziende devono intanto individuare gli algoritmi utilizzati, classificare i sistemi più esposti e scegliere priorità di aggiornamento coerenti con la durata dei dati e delle infrastrutture. La crittografia post-quantistica non elimina gli altri problemi di sicurezza: gestione delle chiavi, configurazioni errate e vulnerabilità del software continueranno a richiedere attenzione.
L’investimento da 200mila euro offre a Promethence risorse per affrontare questa fase. Il risultato dipenderà dalla capacità di dimostrare, attraverso applicazioni e verifiche tecniche, che gli standard post-quantistici possono essere adottati con costi e complessità sostenibili.


Partecipa alla community