Nvidia avrebbe raggiunto un accordo per acquistare Hugging Face, una delle piattaforme più importanti per la distribuzione di modelli di intelligenza artificiale aperti, per 12,9 miliardi di dollari. La notizia è stata pubblicata il 26 agosto 2026 da The Information, che cita una persona a conoscenza dell’intesa, ed è stata ripresa da Reuters.
Al 27 agosto le due società non hanno però diffuso un comunicato con i termini definitivi dell’operazione.
Se completata alle condizioni riportate, l’acquisizione avrebbe un significato che va oltre le dimensioni finanziarie. Nvidia controllerebbe una delle principali infrastrutture software attraverso cui ricercatori, startup e grandi imprese pubblicano, scaricano, modificano e utilizzano modelli di AI.
Per il produttore di semiconduttori significa avvicinarsi ancora di più agli sviluppatori che decidono su quali sistemi far girare quei modelli.
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Perché Nvidia vuole Hugging Face
Hugging Face è stata fondata nel 2016 da Clément Delangue, Julien Chaumond e Thomas Wolf. Nel tempo si è trasformata in un punto di riferimento per la comunità dell’intelligenza artificiale: sul suo Hub vengono distribuiti modelli linguistici, sistemi per immagini e audio, dataset e strumenti destinati allo sviluppo e alla messa in produzione delle applicazioni.
È una posizione particolarmente interessante per Nvidia. Il gruppo guidato da Jensen Huang domina il mercato degli acceleratori utilizzati per addestrare ed eseguire i modelli di AI, ma alcuni dei suoi clienti maggiori stanno cercando di ridurre la dipendenza dalle sue gpu.
Google utilizza da anni le proprie tpu, mentre Amazon e altri operatori cloud hanno progettato acceleratori specifici. Anche i laboratori che sviluppano modelli avanzati stanno investendo in soluzioni hardware proprietarie o dedicate.
Secondo The Information, la dirigenza di Nvidia considera quindi la crescita dei modelli aperti una protezione per il proprio business hardware. Un ecosistema composto da migliaia di modelli indipendenti rende infatti più difficile che pochi grandi produttori di AI chiusa possano controllare contemporaneamente software e chip. Hugging Face rappresenta una delle principali porte d’ingresso a quell’ecosistema.
L’interesse di Huang per questa parte del mercato è già visibile nella strategia di prodotto. Nvidia sviluppa la famiglia di modelli Nemotron e l’11 agosto 2026 ha presentato Nemotron 3.5 Lightning, collocando esplicitamente i modelli aperti al centro della propria offerta per gli agenti di AI. Il gruppo mantiene inoltre una presenza ufficiale su Hugging Face, dove pubblica modelli e strumenti utilizzabili dagli sviluppatori.
Un prezzo molto alto rispetto ai ricavi
Il prezzo riportato, 12,9 miliardi di dollari, se confermato segnala quanto Nvidia attribuisca valore alla posizione occupata dalla società più che ai suoi ricavi attuali.
Secondo The Information, Hugging Face avrebbe raggiunto recentemente circa 150 milioni di dollari di ricavi annualizzati, rispetto a circa 100 milioni pochi mesi prima. Il prezzo dell’operazione sarebbe quindi pari a oltre 80 volte quel livello di fatturato annualizzato. La stessa fonte riferisce che nel primo semestre del 2026 il numero degli abbonati paganti sarebbe raddoppiato e che Delangue avrebbe descritto la società come vicina alla redditività.
La valutazione sarebbe cresciuta rapidamente. Nell’ultimo grande round del 2023 Hugging Face aveva raccolto 235 milioni di dollari con una valutazione di circa 4,5 miliardi, attirando investitori strategici tra cui Nvidia e altri grandi gruppi tecnologici. Notizie successive hanno indicato una valutazione di circa 7 miliardi di dollari alla fine del 2025. Il corrispettivo attribuito ora alla società è dunque quasi triplo rispetto al valore del round del 2023.
Per Nvidia la cifra è comunque gestibile rispetto alla scala raggiunta dal gruppo.
Nvidia cresce oltre il mercato dei chip
L’acquisizione di Hugging Face allargherebbe il raggio d’azione dell’azienda. Nvidia non sarebbe più soltanto il fornitore dell’hardware sul quale vengono addestrati i modelli e del software necessario per ottimizzarlo. Acquisirebbe una piattaforma dalla quale gli sviluppatori possono trovare un modello, scaricarlo, modificarlo, distribuirlo e acquistare capacità di calcolo per utilizzarlo.
Secondo The Information, l’operazione potrebbe inoltre riportare Nvidia più direttamente nel mercato dei servizi cloud. Il gruppo aveva ridimensionato le proprie ambizioni con DGX Cloud dopo avere impegnato miliardi di dollari per affittare capacità basata sulle proprie gpu presso operatori come Amazon Web Services e offrirla poi ai clienti finali.
Hugging Face dispone già di servizi attraverso cui gli utenti possono eseguire modelli e pagare per le risorse di calcolo utilizzate.
La combinazione permetterebbe quindi a Nvidia di collegare tre livelli della filiera: chip, software e distribuzione dei modelli.
Una rete di investimenti sempre più vasta
L’accordo si inserisce in una politica di investimenti che negli ultimi anni ha trasformato Nvidia da fornitore dei protagonisti dell’AI a loro finanziatore e partner industriale.
Il 10 agosto 2026 l’azienda ha annunciato accordi con Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR per creare piattaforme destinate a mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi per infrastrutture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità disponibile per data center e sistemi basati sulle tecnologie del gruppo.
The Information riferisce inoltre di una serie di operazioni verso produttori di modelli, startup software e società coinvolte nello sviluppo dei data center. La logica economica è evidente: finanziare la crescita dell’ecosistema AI può generare nuova domanda per processori, sistemi di rete e software Nvidia.
Questa strategia alimenta però anche interrogativi sul rapporto sempre più stretto tra il produttore dei chip e le società che li acquistano. La sostenibilità del modello dipenderà dalla capacità delle aziende finanziate di creare ricavi sufficienti a sostenere gli investimenti in capacità di calcolo.
Il nodo della neutralità di Hugging Face
Per Hugging Face l’ingresso nel gruppo Nvidia potrebbe modificare una caratteristica che ha contribuito alla sua crescita: la neutralità rispetto ai diversi produttori di hardware e servizi cloud.
La piattaforma viene utilizzata da aziende che competono direttamente con Nvidia. Amazon, Google, Microsoft e altri operatori hanno collaborato con Hugging Face o vi hanno investito, mentre i modelli ospitati sul servizio possono essere ottimizzati per infrastrutture differenti.
Business Insider indica proprio questo elemento tra le questioni sollevate dall’ipotesi di acquisizione. Una Hugging Face controllata da Nvidia continuerebbe a dover convincere sviluppatori e aziende che i propri modelli possono essere distribuiti senza penalizzazioni anche su hardware concorrente, da acceleratori AMD alle tpu di Google e ai chip sviluppati dai fornitori cloud.
Per Nvidia sarebbe controproducente svuotare quella neutralità: gran parte del valore dell’azienda deriva infatti dal fatto che Hugging Face è diventata un punto d’incontro utilizzato da soggetti che competono tra loro.
L’open AI diventa un asset industriale
L’operazione arriva mentre i modelli aperti acquistano peso nella competizione globale sull’intelligenza artificiale. Secondo The Information, la crescita delle prestazioni di sistemi sviluppati da aziende cinesi come DeepSeek, Moonshot e Z.ai ha aumentato l’interesse delle imprese americane verso alternative aperte ai servizi proprietari.
La distinzione richiede comunque precisione. “Open source” viene utilizzato frequentemente come definizione generale, ma i modelli disponibili su Hugging Face adottano licenze e livelli di apertura molto diversi: alcuni rendono disponibili codice e pesi, altri distribuiscono i pesi con restrizioni specifiche. L’importanza economica della piattaforma deriva proprio dalla capacità di riunire queste diverse forme di distribuzione in un unico ambiente.
Anche le istituzioni europee stanno attribuendo maggiore peso alle infrastrutture aperte. Il 3 giugno 2026 la Commissione europea ha presentato un pacchetto sulla sovranità tecnologica che comprende semiconduttori, cloud, intelligenza artificiale e open source. Un’eventuale acquisizione di Hugging Face da parte del leader mondiale delle gpu inserirebbe quindi uno dei principali snodi dell’AI aperta dentro un gruppo statunitense già dominante nell’hardware.
Un’acquisizione che cambia la posizione di Nvidia
L’operazione dovrà essere valutata anche alla luce delle sue dimensioni e della posizione occupata dalle due aziende nei rispettivi mercati. Al momento, però, non risultano pubblicati termini definitivi né un calendario per la chiusura e non è quindi possibile stabilire quali autorizzazioni regolamentari saranno necessarie nelle diverse giurisdizioni.
Il punto industriale però è già leggibile. Nvidia ha costruito il proprio vantaggio economico vendendo la capacità di calcolo necessaria allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Con Hugging Face entrerebbe direttamente in uno dei luoghi in cui vengono scelti, distribuiti e utilizzati i modelli che consumano quella capacità.
Il prezzo elevato rispetto al fatturato di Hugging Face indica che Nvidia non starebbe acquistando principalmente i ricavi esistenti. Pagherebbe per una posizione nella catena del valore dell’AI: il rapporto con gli sviluppatori, la distribuzione dei modelli, i dataset, gli strumenti software e, potenzialmente, la domanda futura di capacità di calcolo.
Per gli utenti di Hugging Face, il punto decisivo sarà invece capire quanto resterà aperta una piattaforma costruita sulla possibilità di scegliere tra tecnologie concorrenti. È su quella scelta che una parte significativa del valore industriale dell’acquisizione continuerà a dipendere.






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