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Come gestire la shadow AI: dal divieto (che non funziona) al perimetro governato



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Su 858.440 eventi di data loss prevention analizzati da Verizon, il codice sorgente è il contenuto più caricato su strumenti AI non autorizzati. Il divieto sposta l’uso sui dispositivi personali e cancella la tracciabilità residua. La matrice a due assi per decidere cosa è ammesso e il protocollo in novanta giorni per far emergere l’uso reale

Pubblicato il 24 ago 2026

Fabio Lalli

Consulente in trasformazione digitale – AI & product strategy



shadow AI aziendale




Su 858.440 eventi di data loss prevention che riguardano caricamenti verso strumenti di intelligenza artificiale generativa, il contenuto più frequente non sono i dati dei clienti e nemmeno i documenti commerciali. È codice sorgente, primo con ampio distacco, seguito da immagini e dati strutturati. Il numero arriva dal Data Breach Investigations Report 2026 di Verizon, diciannovesima edizione, costruita su oltre ventiduemila violazioni confermate in 145 paesi.

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