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Microsoft porta il multi-model in Researcher, mentre Nvidia e Marvell scommettono su chip fotonici con un’alleanza da 2 miliardi di dollari. Sul lavoro, cresce l’ansia di futuro: negli Stati Uniti circola una guida per carriere “a prova di AI”, ma il dibattito è aperto. In Italia, intanto, il 60% dei manager approva progetti anche con dubbi sulla sicurezza. Le grandi imprese avanzano nella maturità digitale, le Pmi restano indietro. E tra AI generativa e spatial computing, la personalizzazione evolve dal messaggio allo spazio.
Buona lettura! |
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Con Critique e Council, Microsoft estende Researcher verso una logica multi-model che promette analisi più solide e confronto tra modelli. Il vero vantaggio per le imprese è l'integrazione con Microsoft 365, mentre la sfida resta organizzativa, tra governance, formazione, casi d'uso, supporto e cultura diffusa dell'AI | | | |
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Obiettivo della partnership è la silicon photonics, una tecnologia che usa la luce al posto dell’elettricità nei chip. L’accordo segna una svolta strategica nell’era dell’intelligenza artificiale, promettendo maggiore velocità, efficienza energetica e nuove architetture computazionali per data center e infrastrutture globali | | | |
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report Quantumleap Insights
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"Future-Proof Careers in the Age of AI" è un lavoro fondato su diciassette fonti autorevoli. L’intelligenza artificiale ridisegna il lavoro: crea occupazione ma accelera le disuguaglianze. I dati globali mostrano salari in crescita per chi ha competenze AI e rischi per ruoli standardizzati. Salgono mestieri tecnici e professioni ad alta componente umana. Il vero nodo è l’ingresso dei giovani | | | |
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La pressione competitiva spinge molte imprese italiane ad adottare l’AI prima di avere regole, controlli e responsabilità ben definiti, con effetti diretti su governance, conformità e gestione del rischio | | | |
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Un’analisi della maturità digitale delle imprese italiane da parte degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano evidenzia progressi nella digitalizzazione dei processi e nella diffusione della cultura data-driven, ma anche ritardi nelle soluzioni avanzate e nella cybersecurity. Le grandi aziende mostrano maggiore adozione tecnologica rispetto alle PMI; gli investimenti si concentrano su sicurezza, intelligenza artificiale e innovazione industriale | | | |
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L’incontro tra i due ambiti non sta solo migliorando l’esperienza utente, sta ridefinendo il concetto stesso di interazione tra brand, persone e ambienti. Non parliamo più di “mostrare il contenuto giusto” ma di costruire contesti intelligenti, capaci di adattarsi in tempo reale a chi li attraversa | | | |
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