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Nella newsletter di oggi: da JustPaid che automatizza il lavoro degli sviluppatori con OpenClaw, all’ascesa dell’agentic AI, capace di agire e prendere decisioni, i modelli stanno ridefinendo l’economia globale. In questo scenario, non bastano più le competenze STEM: anche filosofia e humanities diventano centrali per comprendere e guidare sistemi sempre più autonomi. Strumenti come la Natural Language Data Analysis aprono inoltre l’accesso ai dati complessi senza codice. Ma chi detiene davvero il potere? Lo racconta Gary Rivlin, esplorando i nuovi “padroni dell’AI”.
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Una startup della Silicon Valley ha creato un team di sviluppatori completamente automatizzato grazie a OpenClaw e all’AI. Il sistema coordina agenti autonomi capaci di scrivere codice, testarlo e migliorarlo senza intervento umano continuo, aprendo scenari radicali sul futuro del lavoro tecnologico e sull’organizzazione delle aziende digitali | | | |
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Il passaggio dai chatbot ai sistemi d'azione segna una nuova fase tecnologica. Jack Clark (Anthropic) analizza come l'automazione del codice e la gestione di agenti autonomi stiano ridefinendo il lavoro e il valore aziendale | | | |
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Mentre in Anthropic una philosopher-in-residence impartisce lezioni di etica, a Claude, Alex Karp e Peter Thiel di Palantir hanno studiato filosofia, come Reid Hoffman (LinkedIn), tra i fondatori di OpenAI. Un’opportunità evidente per l’Italia, dove un terzo dei laureati è umanista | | | |
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La natural language data analysis elimina la necessità di scrivere codice per estrarre insight aziendali. Interrogando i dataset tramite linguaggio naturale, le organizzazioni generano report, grafici e proiezioni predittive in tempo reale. Grazie a sicure Python sandbox, l'AI esegue complessi calcoli statistici, democratizzando l'accesso ai dati per i manager e superando la rigidità delle dashboard tradizionali | | | |
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Lo scenario e il mercato dell’intelligenza artificiale, all’inizio popolati anche da startup ambiziose, sono oggi saldamente nelle mani di pochi giganti: Microsoft, Google, Meta, OpenAI. Sono gli architetti della nostra realtà futura, come indica Gary Rivlin nel libro "I padroni dell’AI" | | | |
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