Come avere un’AI che faccia bene al lavoro non è una questione tecnica, ma politica e organizzativa. Un recente report del Brookings–Hamilton Project, firmato da economisti del MIT, sostiene che l’intelligenza artificiale può favorire occupazione e produttività solo se accompagnata da incentivi corretti e da una governance chiara. Senza regole, il rischio è amplificare automazione distruttiva, burnout e sorveglianza; con politiche adeguate, invece, può affermarsi un’AI di “augmentation”, capace di valorizzare competenze, autonomia e qualità del lavoro. Intanto la tecnologia corre: OpenAI presenta GPT-5.3 Instant, con conversazioni più fluide e meno avvertenze superflue; Anthropic costruisce la propria strategia rivendicando indipendenza anche dal Pentagono. Dal 2020 al 2026 i modelli sono passati da task di pochi secondi a compiti di ore, e potrebbero presto gestire progetti di mesi. Mentre l’AI raddoppia ogni anno, la PA italiana rischia di restare spettatrice: servono competenze, visione e organizzazioni capaci di ripensare il lavoro manageriale. Buona lettura!
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