Robot Pepper, come funziona, caratteristiche e novità 2021

Robot umanoide prodotto da SoftBank Robotics, in grado di interagire con l'ambiente e con gli esseri umani grazie a tecniche innovative di machine learning. Può essere utilizzato in molteplici contesti, per le più svariate finalità: miglioramento dell'esperienza del cliente, vendita al dettaglio, accoglienza e ospitalità, customer engagement. [...]
Marina Rita Carbone

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Pepper è un robot umanoide prodotto da SoftBank Robotics, in grado di interagire con l’ambiente e con gli esseri umani grazie a tecniche innovative di machine learning. Grazie a queste sue capacità, e a quella di reagire alle azioni e alle parole del proprio interlocutore, Pepper può essere utilizzato in molteplici contesti, per le più svariate finalità: miglioramento dell’esperienza del cliente, vendita al dettaglio, accoglienza ed ospitalità, customer engagement.

Chi è il robot Pepper

Pepper rappresenta il primo esempio di come in futuro i robot umanoidi potranno assumere un ruolo fondamentale nella nostra società, grazie alla versatilità e alla capacità di adottarsi a contesti sempre differenti.

Oggi Pepper, infatti, viene spesso progettato “ad hoc” per ogni azienda che ne abbia interesse, al fine di essere pienamente integrato nel modello di business della stessa e nella strategia di comunicazione che si intende far passare, oltre che nei sistemi di gestione già in uso (gestione del magazzino, acquisti online, ecc.).

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Foto: SoftBank Robotics

La storia del robot umanoide Pepper

Pepper viene creato nel 2014 dagli ingegneri della Aldebaran Robotics, azienda francese acquisita dal gruppo di telecomunicazioni Softband e rinominata Softbank Robotics.

Il primo robot è stato presentato nel giugno del 2014 a Tokyo e messo in vendita a partire dal giugno 2015. L’ingresso sul mercato di Pepper è stato piuttosto fortunato: le prime 1.000 unità, infatti, sono state vendute in Giappone in soli 60 secondi.

Nel 2016, Pepper è stato distribuito anche nel Regno Unito, per poi essere gradualmente messo in commercio nel resto d’Europa.

A maggio 2018, ben 12mila unità Pepper erano state vendute in Europa, a dimostrazione del largo interesse mostrato verso gli assistenti robotici e le loro molteplici possibilità d’uso.

Nel 2021, tuttavia, Softbank Robotics ha annunciato di voler mettere in pausa la produzione di Pepper, a causa di un brusco calo della domanda negli ultimi anni. Si stima, infatti, che siano state prodotte circa 27mila unità complessive.

Quali sono le caratteristiche del robot Pepper e come funziona?

Pepper può conversare, apprendere dalle reazioni dei suoi interlocutori, reagire alle diverse emozioni degli stessi e comunicare adattando il tono di voce e il linguaggio del corpo al contesto in cui si trova. Questo grazie a una serie di funzionalità di cui è dotato, che lo fanno sembrare vivo:

  • una serie di animazioni predefinite;
  • dialoghi animati: questa funzione consente a Pepper di animarsi automaticamente quando parla;
  • consapevolezza di base: grazie a questa funzione, Pepper riesce ad analizzare l’ambiente che lo circonda e reagisce di conseguenza. Pepper, infatti, è stato potenziato con funzioni di advanced computer vision, l’object detection e l’object recognition;
  • tre tonalità vocali: neutrale, felice e didattico;
  • possibilità di integrare i sistemi interni con motori di Natural Language Processing, che consentono di gestire i dialoghi con l’utente.

Il robot Pepper è stato progettato per non esprimere rabbia, in quanto il suo scopo principale è quello di interagire con l’uomo e fornire delle esperienze positive allo stesso, specie se in contesti customer-oriented o sanitari. Può, però, reagire a comportamenti violenti o rabbiosi, mediante frasi che facciano capire l’erroneità del comportamento del suo interlocutore, come “Fa davvero male” nel caso in cui qualcuno lo colpisca.

Essendo dotato di un viso statico, non può esprimere emozioni tramite la mimica facciale, potendo invece ricorrere soltanto a un set limitato di azioni e gesti. Il metodo di linguaggio primario di Pepper resta, pertanto, il linguaggio parlato. Ciononostante, applicazione di tecniche di emotional engagement consente di dotare Pepper di una precisa personalità e di un ruolo all’interno del contesto in cui opera, coerente con la finalità che gli è stata assegnata.

Pepper, infatti, stando a quanto dichiarato da Softbank, è dotato di un c.d. “emotion engine“, un software che tenta di dedurre come si sente un utente in base alle espressioni facciali, al tono della voce e al parlato, consentendo al robot di rispondere di conseguenza.

Ulteriore caratteristica di Pepper è quella di essere dotato di un tablet che funge da supporto per l’interazione con l’utente, fornendo informazioni che potrebbero essere difficili da rendere facendo esclusivo ricorso al linguaggio versale. A titolo esemplificativo, il tablet potrebbe essere utilizzato per rappresentare all’utente liste o immagini che catturino la sua attenzione (nel caso in cui Pepper sia utilizzato per vendere un prodotto, il tablet potrebbe essere il mezzo tramite cui illustrare il prodotto medesimo e visualizzare le caratteristiche di cui è dotato).

Grazie a tutte le caratteristiche sin qui esposte (interfaccia di alto livello e intelligenza artificiale cloud-based) Pepper è, quindi, in grado di comunicare attivamente con chi gli sta intorno, contrariamente a quanto fa una macchina “semplice”. Analizza la gestualità, l’espressione, e il tono di voce, raccogliendo dati e riscontri che possono essere utili anche ad analizzare le necessità del suo interlocutore.

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Pepper e il piccolo robot Nao (foto: SoftBank Robotics)

Per cosa viene utilizzato il robot Pepper

L’uso di Pepper è prevalentemente commerciale, al fine di implementare la customer experience e il customer engagement: non è raro vedere il piccolo robot all’interno di spazi espositivi o all’ingresso di luoghi commerciali, mentre cerca di avvicinare i visitatori fornendo informazioni sui prodotti in esposizione e rispondendo alle domande dei possibili clienti.

Customer care

Pepper è anche utilizzato come receptionist: nel Regno Unito, molti uffici hanno acquistato Pepper per fungere da utile supporto nell’accoglienza dei visitatori, utilizzandolo anche come strumento per inviare avvisi agli organizzatori delle riunioni (e tenere memoria di quanti caffè devono essere preparati). Il primo receptionist funzionante nel Regno Unito è stato installato a Londra presso Brainlabs.

Il robot è stato utilizzato anche in banche e strutture mediche in Giappone, utilizzando applicazioni create da Seikatsu Kakumei. È anche usato in tutte le filiali dei ristoranti Hamazushi in Giappone. Negli aeroporti nordamericani, come quello internazionale Pierre Elliott Trudeau di Montreal, in Canada, viene utilizzato per salutare i viaggiatori, offrire menu e raccomandazioni. Nel dicembre 2019, una dozzina di robot Pepper sono stati installati presso il “Pepper Parlor Café” di Tokyo, in Giappone.

Pepper, infatti, se utilizzato in ambito business può:

  • ricevere i clienti;
  • aiutare i clienti ad orientarsi;
  • gestire le code;
  • presentare prodotti e servizi dell’azienda;
  • analizzare le richieste del cliente e suggerire prodotti su misure;
  • rispondere ad alcune domande dei clienti sui prodotti e i servizi;
  • leggere coupon, QR code e beacons;
  • raccogliere dati relativi alla customer experience.

Tuttavia, Pepper non è stato progettato esclusivamente per un utilizzo a livello aziendale: sono molteplici i casi in cui il piccolo robot è stato reso parte di progetti di carattere accademico/medico/sanitario.

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Social robot

Nel 2017, un team internazionale ha iniziato a condurre una ricerca sul possibile utilizzo di Pepper come robot versatile per aiutare a prendersi cura delle persone anziane. Il progetto, denominato CARESSES (Culture-Aware Robots and Environmental Sensor Systems for Elderly Support) e volto a sviluppare il primo robot culturalmente competente al mondo, ha ricevuto finanziamenti per oltre due milioni di euro, con finanziatori istituzionali come la Commissione Europea e il Ministero dell’interno e delle Comunicazioni del Giappone. Tra le istituzioni coinvolte nella ricerca compare l’Università di Genova (coordinatore del progetto), l’Università di Örebro, la Middlesex University, l’Università del Bedfordshire, SoftBank Robotics, Advinia HealthCare, Japan Advanced Institute of Science and Technology (coordinatore giapponese), l’Università di Nagoya, e l’Università Chubu.

In un contesto in cui l’invecchiamento della popolazione mette sotto pressione i sistemi sanitari e di assistenza di molti Paesi del mondo, la disponibilità di robot culturalmente competenti potrebbe aiutare coloro che forniscono assistenza agli anziani in molte attività. Questo contribuirà a ridurre la pressione su ospedali e case di riposo e rafforzare l’assistenza domiciliare” si legge sulla pagina istituzionale del progetto, “Perché questo sia possibile i robot devono prima essere accettati dagli anziani e da chi ha cura di loro. Siamo convinti che sviluppare robot che siano consapevoli della cultura della persona con cui interagiscono e sappiano adeguare di conseguenza il proprio comportamento li renderà molto più accettabili“.

Pepper, come riportato dalla BBC, è stato utilizzato anche per fornire assistenza a bambini e ragazzi che soffrono di disturbi dello spettro autistico: il suo scopo è quello di aiutarli a gestire le emozioni e ad acquisire confidenza nell’interazione con gli altri, all’interno di un contesto scolastico.

Un progetto di tre settimane condotto da The Mendip School nel Somerset ha mostrato che i bambini della scuola sono stati in grado di approcciarsi con più semplicità al robot per richiedere informazioni di vario tipo, grazie al supporto di Pepper. Non solo: Pepper è stato in grado di stringere un legame amichevole con gli studenti, raccontando anche delle barzellette per mettere a proprio agio gli stessi.

L’assistente preside della Mendip School, Lian Conley, ha dichiarato che “I bambini che normalmente non interagirebbero socialmente con gli altri ora scelgono di interagire con i loro coetanei. È bello vedere gli studenti disposti a comunicare con il robot quando potrebbero avere difficoltà con adulti e bambini, e vederli aprire i loro gruppi di amici”.

Il professore di robotica sociale della University of West England, il dottor Severin Lemaignan, ha detto che il robot si impegna con i bambini autistici “alle loro condizioni”. “L’uso di robot per supportare i bambini autistici non è del tutto nuovo“, afferma, “Tuttavia, mentre la ricerca precedente si è concentrata sull’insegnamento delle abilità ai bambini, i nostri partecipanti autistici ci hanno detto che questo non è ciò di cui hanno effettivamente bisogno. Il nostro approccio si concentra invece sul benessere e sulle interazioni guidate dai bambini“.

I robot socialmente intelligenti come Pepper costano circa 20.000 sterline, ma i ricercatori affermano che potrebbero essere un utile investimento per il futuro, se utilizzati per scopi socialmente utili come quelli di cui si è discusso.

Da ultimo, poiché dotato di sistemi di riconoscimento facciale, Pepper è stato utilizzato anche per verificare se le persone che accedevano a determinati locali indossavano correttamente la mascherina: in caso contrario, interagiva con gli stessi fornendo anche utili indicazioni su come prevenire il contagio da COVID-19.

Video: Le capacità del robot Pepper (SoftBank Robotics)

Aggiornamenti 2021 e sospensione della produzione

Nel 2021, dopo 6 anni dalla sua prima commercializzazione, è stata annunciata la sospensione della produzione di Pepper. Secondo quanto riportato dalla cronaca, la produzione di Pepper avrebbe incontrato, nel corso degli anni, non pochi problemi e dissidi fra ingegneri e manager della società, a causa del software di cui era dotato il piccolo robot, ritenuto troppo “farraginoso e ingombrante”.

Tale elemento avrebbe portato a delle limitazioni delle funzionalità del robot e, conseguente, alla mancata implementazione dello stesso su larga scala a livello mondiale. Pepper, sinora, infatti, ha riscontrato successo principalmente in Giappone.

È così che Softbank ha interrotto l’assemblaggio del robot in agosto, annunciando una grossa ristrutturazione del comparto robotica aziendale. Il Ceo di SoftBank Group, Masayoshi Son, ha affermato a tal riguardo che “Abbiamo avuto un grandioso evento di debutto con Pepper diversi anni fa, adesso per lui è ora di abbassare la testa“. Alla conferenza online SoftBank World 2021, l’azienda ha affermato altresì di aver intrapreso una collaborazione con altre 18 società per sviluppare robot basati sull’intelligenza artificiale e dotati di funzionalità maggiori di Pepper, che ha rappresentato senza dubbio un importante punto di partenza per lo sviluppo di assistenti robotici umanoidi.

L’obiettivo è quello di creare dei c.d. “Smabo”, smart robot da destinare prevalentemente alle aziende come utili sostituti dei lavoratori nel settore manifatturiero e industriale. “Gli esseri umani saranno liberati dal lavoro noioso“, ha aggiunto Son, “per lavorare su qualcosa che ha più valore aggiunto“.

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